MostreSenza categoria

Dalì e la Moda

Milano – Palazzo Reale

Fino al 31 gennaio 2027

Salvator Dali (1904-1989), uno dei maggiori rappresentanti del Surrealismo nel corso del XX secolo, ha dedicato il suo singolare e fantasioso estro creativo alle più diverse discipline artistiche. È stato pittore, scultore, scrittore, scenografo, disegnatore di gioielli e capi di moda. Ed è proprio il particolare rapporto che Dalì ebbe con il mondo della moda che viene per la prima volta affrontato nella sua completezza da questa interessante ed esauriente mostra in corso a Milano a Palazzo Reale.

La moda per Dalì è stata terreno di espressione della sua creatività. Fin dall’infanzia cominciò ad appassionarsi alle stoffe che diventavano abiti osservando il lavoro di cucitura della nonna sarta e lui stesso provava un vero divertimento nel giocare a travestirsi. Col tempo l’abbigliamento divenne un linguaggio per esaltare l’immagine di sé e della propria personalità, e tale impulso trovò la massima affermazione e condivisione con Gala compagna della sua vita dal 1929 in poi. Entrambi stravaganti e ambiziosissimi si fecero ritrarre dai più importanti fotografi di moda, tra i quali Man Ray, Cecil Beaton, Irving Penn, consapevoli di quale importante mezzo di comunicazione fosse la fotografia per poter costruire la propria immagine pubblica.

In mostra un intero padiglione è dedicato ai tanti, bellissimi e stravaganti abiti di Gala, disegnati dai più noti stilisti.

Durante il percorso dell’esposizione si possono cogliere tutti i vari momenti in cui Dalì ha interagito con i più diversi strumenti della moda e come sia venuto a contatto e collaborato con i maggiori stilisti suoi contemporanei, tra cui Elsa Schiapparelli, Christian Dior, Gabrielle Chanel, Pierre Cardin, Hubert de Givenchy, Gucci ed Emilio Pucci.

Ci sono capi eccentrici disegnati e indossati dallo stesso artista come La giacca afrodisiaca (1936). È una giacca da smoking tutta personalizzata con piccoli bicchieri di liquore alla menta e pensata in riferimento al reggiseno push-up dell’epoca.

La giacca afrodisiaca

Ci sono altri oggetti surrealisti come Oggetto a funzionamento simbolico (1931) che raffigura una scarpa dal tacco altissimo, e Busto di donna retrospettivo (1933) ispirato ad un busto di porcellana tradizionalmente utilizzato per esporre parrucche.

Oltre a disegnare abiti, accessori e gioielli, Dalì ha realizzato anche illustrazioni di moda, sempre legate al suo mondo onirico. È del 1935 l’illustrazione per Harper’s Bazaar pubblicata con il titolo “Dream”. In un paesaggio onirico sono ritratte due figure femminili dalle linee allungate e sottili, vestite in abiti da sera, una ha la testa piena di fiori, l’altra i capelli scarmigliati, di entrambe però non si colgono i volti, quasi a voler stimolare le lettrici a sognare di essere loro stesse a indossare quegli abiti.

Negli anni sessanta Dalì, particolarmente attratto dagli abiti dell’esordiente stilista spagnolo Paco Rabanne, composti da dischi e placche di metallo, uniti tra loro da cerchi e anelli metallici, ha organizzato per lui delle performance ove quei modelli impossibili da indossare venivano sfoggiati da importanti modelle, tra cui la nota artista Amanda Lear.

La mostra “Dalì e la Moda” riunisce oltre 200 opere e documenti provenienti dalle tre maggiori collezioni di opere di Dalì al mondo. È stata promossa dal Comune di Milano in collaborazione con la Fundaciò Gala-Salvador Dalì, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Spagna in Italia, della Camera Nazionale della Moda Italiana e altri importanti Enti.

(G.T.V.) 

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio