“Resto”

Al teatro Carcano, in Corso di Porta Romana 63 a Milano, si apre al pubblico “Resto”, un’installazione voluta da Cesvi che intende denunciare una situazione che rende le conseguenze della guerra in Ucraina ancora più tragiche.
Infatti, nel conflitto con la Russia, oltre ai mezzi più moderni si continuano a impiegare le “buone, vecchie” mine antiuomo, la cui fabbricazione dovrebbe essere proibita, perlomeno nei paesi cosiddetti civili.
L’impiego delle mine è storicamente devastante, moltiplica nei decenni morti e mutilazioni, prolungando così l’odio fra le popolazioni anche nelle generazioni successive e, inoltre, la bonifica dei territori è lunga, faticosa e rischiosa.
L’installazione consiste in una serie di mine, ciascuna collegata a una storia che si può ascoltare dalla viva voce dei protagonisti o anche leggere, e di due caschi che al posto della GoPro hanno una piccola edicola religiosa.

Restare vuol dire resistere, non cedere al gioco dell’avversario, che dilagherebbe se tutti decidessero di abbandonare il proprio paese. Discorso che vale per tutte le Nazioni aggredite.
Credere che non ci riguardi perché “tanto a noi non succederà mai” ci rende moralmente responsabili dei soprusi che quotidianamente avvengono nel mondo.
Almeno restare informati (e indignati) può essere una risposta.
Le istruzioni per visitare l’installazione gratuita con le opere dell’artista Mariangela Bombardieri si trovano al link “Resto, un’installazione per l’Ucraina” (https://www.eventbrite.it/e/resto-uninstallazione-per-lucraina-tickets-1983073371838?aff=oddtdtcreator.).
Resto sarà visibile nell’ora e mezza precedente lo spettacolo “Lisistrata” con Lella Costa o al suo termine dal 24 Febbraio all’1 Marzo e poi, per tutti, sabato 28 Febbraio dalle 11 alle 15.
Per maggiori informazioni www.cesvi.org
G.M.



