Spettacoli

Tabù. Egon Schiele  

Inframmezzata a brevi sipari che collocano gli avvenimenti principali della sua vita al periodo storico in cui si svolsero, con “Tabù” ripercorriamo la breve vita di Egon Schiele   che, nei soli 28 anni di vita, dal 1890 al 1918 (quando morì a causa dell’epidemia di Spagnola), produsse centinaia di quadri e migliaia di opere su carta.

Il regista Michele Mally (autore del soggetto che firma anche la sceneggiatura assieme ad Arianna Marelli) ce lo racconta partendo dal paese di nascita della madre dell’artista, Krumau, Český Krumlov oggi, in Repubblica Ceca, dall’Atelier Egon Schiele con la casa e il giardino dove il pittore abitò con la compagna e modella Wally Neuzil e ripercorre il rapporto di Schiele con la madre Marie, segnato dalla mancanza di affetto e dal conflitto. Lo stesso senso di solitudine e di estraneità segnarono la sua relazione con Edith Harms, sposata nel 1915 dopo l’abbandono del grande amore Wally, ma l’affinità elettiva più profonda restò sempre quella con la sorella Gerti, di cui solo oggi emergono nuovi dati biografici.

L’esplorazione di tutte queste connessioni visive e interiori è possibile grazie agli interventi di esperti e studiosi: Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere; Ralph Gleis e Elisabeth Dutz, rispettivamente Direttore e Curatrice capo dell’Albertina di Vienna; Kerstin Jesse, curatrice del Leopold Museum di Vienna; Verena Gamper, Curatrice del Belvedere di Vienna; Klára Sváčková del Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov; Elio Grazioli e Otto M. Urban, storici dell’arte; Maddalena Mazzocut-Mis, filosofa; Micaela Riboldi, psicanalista; Amelia Valtolina, germanista; gli scrittori Romina Casagrande e Alessandro Banda; la regista Gerda Leopold.

“Tabù. Egon Schiele”, che fa parte del progetto “Nexo Studios – La Grande Arte al Cinema” sarà nelle sale italiane solo il 20, 21 e 22 aprile.

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