Spettacoli

Hamnet. Nel nome del figlio

Ognuno ha il suo modo di vivere, o meglio sopravvivere, a un grande dolore: c’è chi si richiude in sé stesso, chi riversa la propria rabbia impotente sugli altri e chi, invece, riesce a sublimarlo con la propria creatività, rendendolo immortale.

Stando a Maggie O’Farrell, autrice del romanzo “Nel nome del figlio. Hamnet” da cui è stato tratto il film, proprio dal dolore per la morte del figlio Hamnet Shakespeare trasse la spinta interna per scrivere uno dei suoi più grandi capolavori, “Amleto” (come viene indicato all’inizio dello spettacolo, infatti, Hamnet e Hamlet sono in realtà lo stesso nome, intercambiabile nei registri di Stratford tra la fine del XVI° e l’inizio del XVII° secolo).

Tutto il racconto è pervaso in modo sottile dalla forza della natura, che fin dall’inizio vede Agnes in un bosco lussureggiante, sotto un enorme albero che la accoglie tra le sue radici protettive, e alla natura Agnes ritorna nei momenti più drammatici della sua vita.

Nel bosco avviene l’incontro tra la giovane Agnes e Will, figlio di un guantaio dal carattere violento e irascibile ma allo stesso tempo capace di grande delicatezza, come quando insegna all’apprendista l’importanza di cucire con punti piccolissimi i morbidi guanti che poi venderà.

Tra Agnes e Will scoppia subito un amore passionale e profondo, che li accompagnerà anche quando Agnes spingerà William a recarsi a Londra per realizzare il suo più grande desiderio, scrivere.

La nascita dapprima della figlia Susan e poi dei due gemelli Hamnet e Judith renderà ancora più forte il loro vincolo.

A poco a poco William riesce ad ottenere il successo desiderato, tanto da permettersi di far costruire una grande casa per la famiglia a Stratford-Upon-Avon.

Purtroppo, però, la peste si porterà via a soli 11 anni il piccolo Hamnet.

La frattura che si viene a creare tra Will e Agnes, purtroppo, sembra irreparabile: ognuno è chiuso nel suo dolore, lei infatti lo accusa di essere stato lontano proprio nel momento in cui ne avrebbe avuto più bisogno, lui è incapace di esprimere i propri sentimenti e si rifugia a Londra.

Proprio a Londra, però, scriverà uno dei suoi capolavori, che non a caso intitolerà “Hamlet”, in cui il figlio in modo quasi catartico sopravvive al padre.

Quando in una bellissima scena corale Agnes assiste all’interno del Globe, il grande teatro voluto dal marito, alla rappresentazione della tragedia, a poco a poco capisce e forse riesce a superare il proprio dolore, insieme a tutti coloro che la circondano.

Con la regia di Chloé Zhao, Jessie Buckley nei panni di Agnes e Paul Mescal in quelli di William, distribuito da Universal Pictures, “Hamnet. Nel nome del figlio” sarà nelle sale italiane a partire dal 5 Febbraio.

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