Spettacoli

L’isola dei ricordi

L’amicizia, quella vera, è uno dei sentimenti più importanti nella vita di chiunque, spesso ancora più dell’amore, e può durare tutta la vita.

Jo e Raissa sono amiche del cuore fin dall’infanzia e i momenti più importanti della loro vita sono scanditi dai piccoli ciondoli che entrambe appendono ai loro braccialetti e rappresentano i ricordi più importanti.

Prima o poi, però, la vita porta su strade differenti e arriva il giorno in cui Raissa deve partire per andare all’università negli Stati Uniti.

La sera prima, però, le due ragazze si trovano per un’ultima serata insieme in riva al mare.

Jo è stata cresciuta dalla nonna Lola con tutta una serie di leggende e di storie nate dalla loro cultura filippina. Una di queste leggende è quella dell’isola Nakalimutan (o più brevemente Nakali), un’isola mitica abitata dagli Aswang, creature soprannaturali mutaforma, essenzialmente la versione filippina di mostri, vampiri, lupi mannari, ghoul, goblin ed elfi.

Quando all’improvviso, passando attraverso un portale che si apre sulle rive del mare, le due ragazze si svegliano sull’isola, da una parte scoprono la presenza Raww (un ‘cane mannaro’ irruento, immaturo e incredibilmente rozzo, la versione filippina del lupo mannaro), dall’altra si accorgono di non avere alcun ricordo della notte appena trascorsa. Vengono quindi colte dal panico: i ricordi sono un momento essenziale della vita, dimenticare significa perdere dei pezzi di vita che le due amiche non vogliono dimenticare, per cui iniziano un percorso per ritrovare i loro ricordi.

Durante il viaggio incontrano curiosi personaggi:

Batiba, che si ispira al Batibat, un demone che vive sugli alberi nel folklore filippino, noto per entrare nei sogni delle sue vittime, che si nutre dei ricordi altrui e vive in una camera bizzarra e pulsante di vita dove controlla le radici e le liane di Nakalimutan attraverso la sua connessione con la terra.

Bungi Tiyanak, un demone neonato tutto blu alto due metri e mezzo con tre occhi, baffi da cartone animato, guance gigantesche e l’anima di un artista, che trae ispirazione dal tiyanak filippino, una creatura simile a un vampiro che, secondo la leggenda, assume le sembianze di un neonato per attirare vittime ignare. Nonostante abbia 200 anni, Bungi è rimasto saldamente nella fase dei ‘terribili due anni’, incline a improvvisi scatti d’ira, emozioni smisurate e quel tipo di innocenza che lo rende imprevedibile quanto adorabile.

Il comico Principe Tritonius, profondamente insicuro e vulnerabile, dal fisico statuario, pronto a raccontare ogni genere di bugie pur di sentirsi amato.

La terribile Manang, che rimane la più fedele al folklore filippino originale, spesso accostata al vampiro europeo. Il suo nome deriva dalla parola tagalog tanggal, che significa “separare” o “rimuovere”: un’etimologia appropriata per una creatura capace di staccare la parte superiore del corpo da quella inferiore e spiccare il volo nella notte.

Tra colori vivacissimi, veloci cambi di scena in cui i personaggi sembrano perdere una dimensione, quando sono in preda allo sconvolgimento dei sentimenti, per diventare pupazzi classici da cartoni animati, paesaggi affascinanti, dubbi e certezze, alla fine le ragazze riusciranno a riappropriarsi dei loro ricordi facendo emergere anche la parte migliore di ognuno, donando nuovo spessore e nuova umanità a tutti loro.

Scritto e diretto da Joel Crawford e Januel P. Mercado, distribuito da Universal Pictures International Italy, L’Isola dei ricordi sarà nelle sale italiane a partire dal 24 settembre.

Jo e Raissa insieme ai nuovi amici dell’isola

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