Oceania

Non è mai facile passare da un racconto che nell’immaginario collettivo è nato da un disegno animato ad un film con persone in carne ed ossa, ma quando come nel godibilissimo “Oceania” ci si affida a oltre 200 comparse provenienti direttamente dalle isole del Pacifico, tra cui i protagonisti Catherine Lagaʻaia che interpreta la giovane Vaiana e Dwayne Johnson che con grande humor e prestanza fisica interpreta il dio Maui, il risultato non può che essere quello di un film all’altezza delle aspettative.
Filologicamente corretta, grazie alla collaborazione con talenti creativi provenienti dal Pacifico e a un team di esperti di un Cultural Trust composto da diversi esperti samoani e hawaiani, la vicenda è ispirata alle culture, ai valori e alle tradizioni della regione, partendo dall’utilizzo dei costumi in tessuto tapa fatto a mano, un materiale ricavato dalla corteccia del gelso da carta che viene solitamente decorato con vari motivi, arrivando fino alla ricostruzione delle canoe realizzate con le tecniche originali delle isole del Pacifico, con legature realizzate con fibre di cocco.
La storia è nota: la giovane Vaiana non accetta di vedere la progressiva morte della piccola isola in cui vive e affronta i pericoli dell’Oceano per riportare il cuore alla dea Te Fiti, facendo rivivere l’Isola Madre e con lei tutte le piccole isole che la circondano.

Nel suo viaggio è accompagnata da Heihei, un buffo galletto, ma soprattutto dal dio Maui, responsabile del furto del cuore. Il dio è spaccone, vanaglorioso, con una serie di tatuaggi “viventi”, che si modificano a secondo dei suoi sentimenti, ma alla fine, ignaro dell’oscurità che aveva inavvertitamente scatenato, avrà la possibilità di collaborare a rimettere le cose a posto.

Con la regia di Thomas Kail, l’importante colonna sonora di Mark Mancina e le coreografie di Tiana Nonosina Liufau, distribuito da Disney, Oceania sarà nelle sale italiane a partire dal 19 agosto.



