Spettacoli

Vita mia

Si possono cambiare nazionalità, vita, conoscenze, rapporti familiari, ma i traumi vissuti nell’infanzia restano per sempre, a volte sottotraccia, pronti ad esplodere in qualunque momento.

Didi (una dolce ma orgogliosa Dominique Sanda) nata in Transilvania, ha sposato un nobile salentino da cui ha avuto due figli, con cui non ha rapporti particolarmente stretti.

Gli anni sono passati e così è passata anche la ricchezza della famiglia: resta solo il vecchio palazzo in cui Didi si ostina a voler vivere, nonostante i figli cerchino in tutti i modi di convincerla a vendere.

Le difficoltà per Didi però non sono solo economiche: è anche ammalata di un Parkinson che le rende la vita difficile, tanto da dover accettare pur controvoglia l’assistenza di Vita (Celeste Casciaro), una salentina dalle origini contadine con una vita difficile ma un grande cuore.

A poco a poco però il rapporto tra le due, che era iniziato in modo quantomeno burrascoso, diventa sempre più profondo e a modo suo affettuoso, tanto che quando Didi deve tornare in Transilvania dalla sua famiglia di origine per presenziare alla beatificazione del padre, decide di andarvi con Vita.

Il viaggio, però, porta a galla a poco a poco i ricordi che Didi aveva voluto seppellire, i ricordi del periodo dell’invasione nazista che aveva cercato di dimenticare ma che tornano prepotenti di continuo, fino al drammatico finale che la vecchia signora affronta con grande coraggio e dignità, grazie anche all’appoggio di Vita.

Con la regia di Edoardo Winspeare, distribuito da Draka Distribution, Vita mia sarà nelle sale italiane a partire dal 9 aprile.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio