Alla scoperta di...

Azienda Agricola Vallecamonica

I vigneti sono posti in una zona bellissima, a Cividate Camuno in valle Camonica, sulle rive del lago d’Iseo in Lombardia. La zona è nota per i vigneti che furono introdotti già ai tempi dei romani, dal 16 a. C.

Un antico ceppo in pietra delimitante i campi

Su quasi 5 ettari di vigneto sono sparsi vari appezzamenti, che vanno dai 250 agli 800 m d’altezza circa. Varie sono anche le tipologie delle uve: il titolare dell’azienda Alex Belingheri, infatti, ha scelto di recuperare, ove possibile, antichi vitigni a bacca rossa, sistemando vigneti alcuni dei quali risalgono ad oltre un secolo fa, ancor prima che la filossera colpisse la viticoltura europea, devastandola.

Un bellissimo vitigno, risalente a oltre un secolo fa

Pur privilegiando il più possibile i vitigni presenti da secoli nella valle, l’azienda vinicola ha ovviamente impiantato anche nuove varietà, con l’intento per il futuro di svilupparne alcune resistenti alle malattie fungine, per ottenere vitigni che non necessitino di alcun tipo di trattamento. Già adesso è privilegiata la lotta integrata, con interventi mirati e studiati appositamente a seconda dell’andamento climatico dell’annata e delle reali necessità delle uve.

La produzione è piuttosto ampia, e va dal Bianco dell’Annunciata, con incroci Manzoni coltivate a 800 metri di altitudine, al Ciass Négher, con uve Marzemino, un vitigno a bacca nera autoctono e uvaggi locali, mentre partendo da tralci di vitigni autoctoni innestati su vite americana, vinificati in purezza, si arriva al Somnium, un vino rosso particolarmente interessante.

Il Convento dell’Annunciata

A partire dal 2010, però, Belingheri ha introdotto, dapprima in via sperimentale poi in modo permanente, un nuovo tipo di affinamento per i suoi spumanti, il Nautilus CruStorico e lo Zero Estremo Adamadus. Entrambi sono prodotti con metodo classico, millesimati: il Nautilus con uve da Blanc de Noir e biotipi di ben dieci vitigni a bacca rossa, di cui molti da biotipi o varietà locali, da vecchie vigne e ceppi storici, l’Adamadus con Blanc de Blanc e Souvignier Gris Piwi, ed entrambi sono caratterizzati dall’affinamento subacqueo, dopo una prima fermentazione in acciaio a temperatura controllata.

Le bottiglie estratte dai due laghi

L’affinamento del Nautilus avviene in fondo al lago Sebino, in modo da mantenere il vino a pressione costante e a bassa temperatura, circa 4-5 gradi, in assenza totale di luce: in questo modo i lieviti cedono lentamente il loro gusto, mentre non vengono aggiunti zuccheri, esaltando così l’annata e la tipologia delle uve utilizzate. Il Pas Dosè passa 55 mesi sui lieviti, di cui ben 48 nelle profondità del lago.

Lo Zero Estremo Adamadus, invece, prodotto con vitigni Piwi particolarmente resistenti sia al freddo sia alle malattie fungine, è affinato 24 mesi in montagna nel lago alpino d’Aviolo del Parco Adamello, a 1930 metri di altezza, che soprattutto nel periodo invernale è ricoperto da uno strato spesso di ghiaccio. L’evoluzione dei lieviti all’interno della bottiglia è lenta, garantita dalla temperatura costante e dalla pressione dovute alla combinazione tra l’altitudine e l’immersione nel lago.

Una volta estratte dai laghi, le bottiglie non vengono ripulite ma conservano i sedimenti dei rispettivi laghi. Dopo la sboccatura, con l’utilizzo dello stesso vino senza nessuna aggiunta, vengono etichettate rigorosamente a mano, avvolte in un foglio di plastica che le protegge e, su ogni bottiglia, viene apposto un cartoncino che ne indica le principali caratteristiche, l’annata e il numero di bottiglie prodotte.

Una bottiglia pronta per il confezionamento finale

Il risultato dell’affinamento subacqueo è sorprendente, davvero meritevole di tanto lavoro e tanta dedizione.

Premi vinti dall’Azienda lo scorso anno

Per maggiori informazioni consultare il sito www.vinivallecamonica.com

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