Spettacoli

Sweeney Todd

Teatro Arcimboldi – Sala STM Studio – Via Piero Caldirola 1 – Milano

Fino all’11 gennaio 2026

In una sala al primo piano del teatro Arcimboldi che contiene solo 98 spettatori, si può assistere al musical grottesco “Sweeney Todd”.

Lo spettacolo è parte di tutta un’esperienza nuova: nella piccola sala, infatti, non è ammesso nessun sistema tecnologico, i telefoni all’ingresso vengono chiusi in apposite buste e devono essere rigorosamente spenti. Il palcoscenico, più che altro una pedana rialzata, è al centro e gli spettatori sono a stretto contatto con gli interpreti.

La scenografia di Ludovico Gandellini, necessariamente ma volutamente minimale, è particolarmente interessante e ben si adatta allo svolgimento della vicenda.

Nella Londra fumosa di fine ottocento, Sweeney Todd è un barbiere che torna dopo 10 anni di bagno penale cui era stato condannato dal perfido giudice Turpin, che non solo si era approfittato della moglie di Sweeney ma, dopo la condanna, gli aveva sottratto la figlia Johanna crescendola nella propria casa.

Sweeney torna deciso a vendicarsi non solo dell’iniquo e corrotto giudice ma anche del messo Bamford, il suo “braccio lungo”…

Giunto a Londra, Sweeney torna nella sua vecchia casa: il pian terreno è ora occupato dalla signora Lovett, una vedova che produce senza grandi successi tortini di carne che vende al pubblico.

Tra i due a poco a poco si instaura un grottesco rapporto di collaborazione: Sweeney uccide i clienti, rigorosamente stranieri e privi di famiglia, con la lama del suo rasoio e la signora Lovett, per “non sprecare nulla”, ne utilizza le carni rigorosamente macinate tre volte perché rimangano più tenere per i suoi tortini…

Ovviamente alla fine tutti i cattivi, Sweeney e signora Lovett compresi, saranno puniti in una specie di catarsi che porta lo spettatore a uscire sorridendo.

I bravissimi interpreti (troppi per citarli tutti, anche perché i protagonisti delle parti più impegnative si alternano nelle varie rappresentazioni) rendono il musical divertente e piacevole, con la voglia di tornare a vederlo.

Con la musica e le liriche di Stephen Sondheim e il libretto di Hugh Wheeler tradotto da Andrea Ascari, la regia è di Costanza Filaroni, Marco Iacomelli e Massimiliano Perticari, le coreografie di Ilaria Suss.

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