Amélie

Con un disegno delicato, gentile, poetico, Amelie è l’adattamento cinematografico del bestseller “Metafisica dei tubi” della scrittrice belga Amélie Nothomb (il titolo originale, infatti, è Amélie ou la métaphysique des tubes).
Partendo da prima della sua nascita, quando tutto il suo mondo è solo lei, talmente importante da sentirsi “Dio”, la piccola Amélie nasce da una famiglia belga trasferita in Giappone.
Dopo la sua nascita la piccola continua a vivere in un proprio mondo interiore, senza nessun rapporto con l’esterno, fino a circa due anni, quando all’improvviso l’arrivo della nonna dal Belgio le fa scoprire la vita al di fuori di lei. Basta un pezzetto di cioccolata belga perché tutto si trasformi.
A poco a poco Amélie si accorge della vita intorno a lei, dai momenti di gioia e di amore che derivano dalla famiglia e dal Nishio-san, la bambinaia giapponese, ai momenti di paura che destano in lei le carpe, animale simbolo durante la Festa dei Ragazzi in Giappone (e con un pizzico di femminismo Amélie si chiede perché non ci sia anche la Festa delle Ragazze) ma soprattutto la padrona di casa: la donna, cupa e rigida, non può infatti dimenticare che proprio a causa degli Occidentali durante la guerra ha perso il marito e il figlio. Questo dolore, però, non la esime dla salvare la piccola Amélie quando cade nello stagno e rischia di morire annegata
Tra momenti di gioia e di dolore, Amélie cresce, tenendo dentro di sé i ricordi più dolci che non si potranno mai cancellare.
Con la regia di Mailys Vallade e Liane-Cho Han Jin Kuang, distribuito da Lucky Red, Amelie sarà nelle sale italiane a partire dal 1° gennaio.



