Fuze – Conto alla rovescia

Colpi di scena a non finire per questo “esplosivo” (Fuze è il termine inglese per la spoletta che fa esplodere le bombe) film con la regia di David Mackenzie.
Due sono i filoni che lo spettatore segue sin dall’inizio, che sembrano scorrere parallelamente: da una parte durante gli scavi in un cantiere di Londra viene scoperta la testata di una bomba inesplosa della Seconda guerra mondiale. Ovviamente i lavori vengono immediatamente fermati e viene chiamato l’artificiere, il maggiore Will Tranter (Aaron Taylor-Johnson) con tutta la sua squadra. Ovviamente tutta la zona viene messa in sicurezza, le case evacuate e la popolazione costretta a recarsi ad Hyde Park in attesa del termine delle operazioni.
Dall’altra parte, quando oramai in una Londra deserta ed apocalittica più nulla pare muoversi, da un appartamento escono quattro persone che si recano nelle cantine di un palazzo che, guarda caso, confina con il caveau di una banca.
I lavori procedono nella massima tensione, sopra e sotto terra: da una parte nel tentativo di neutralizzare la bomba, dall’altra in quello di svaligiare la banca.
Qualcosa, però, pare non funzionare: la bomba esplode, senza fortunatamente fare gravi danni, a parte un ferito lieve.
E se “sopra” la situazione va lentamente normalizzandosi, nonostante i dubbi di un aiuto artificiere cui qualcosa non quadra, “sotto” i nostri rapinatori riescono più o meno fortunosamente a fuggire con il bottino.
Tutto finito, quindi? Ovviamente no, anzi, i colpi di scena si susseguono uno di seguito all’altro, tenendo lo spettatore con il fiato sospeso fino all’imprevedibile finale che ovviamente non vi riveleremo, in cui i due filoni finalmente convergono ma che sembra ricordare a tutti che, fortunatamente, a volte l’intelligenza, l’astuzia e l’amicizia riescono ad avere la meglio.
Con Theo James nei panni del rapinatore Karalis, Elham Ehsas in quelli dell’apparentemente ingenuo e sprovveduto Rahim, “Fuze” sarà nelle sale italiane a partire dal 17 giugno.



