Alice’s Adventures in Wonderland

Milano – Teatro alla Scala
Dal 21 al 30 maggio
“E’ un capolavoro magico”, così Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, ha definito questo entusiasmante balletto che ha voluto, per la prima volta in Italia, sul palcoscenico scaligero.
“Alice nel paese delle meraviglie” ha la coinvolgente coreografia di Christopher Wheeldon, uno dei più innovativi autori contemporanei, accompagnata dalle intense musiche di Joby Talbot, che spaziano tra l’Ottocento e il mondo moderno, e dalle affascinanti proiezioni e gli effetti speciali di Jon Driscoll e Gemma Carrington. Le scene e i costumi sono di Bob Crowley. Le luci di Natasha Katz. Direttore d’orchestra Koen Kessels.
Quest’opera rappresenta un debutto anche per l’intero Corpo di Ballo chiamato ad interpretare una varietà di ruoli e di stili e per tutto l’organico dietro le quinte per la complessità dei cambiamenti di scena.
Wheeldon per la sua Alice si è ispirato al notissimo testo di Lewis Carrol e ha suddiviso in tre atti la complessa narrazione scenica.
La storia ha inizio in un pomeriggio d’estate durante una festa in giardino. Alice con le sue sorelle, Lorina e Edith, ascolta estasiata la storia che racconta loro Lewis, mentre esegue anche giochi di magia. Ad un certo momento Lewis, mentre fa una fotografia ad Alice, scompare sotto il telo della macchina e poi ne esce trasformato in Bianconiglio.
Quando questi salta nella borsa che conteneva l’apparecchio, scompare definitivamente.
Alice lo segue e cade, cade in un mondo di avventure più o meno spaventose.
Tra mille emozioni, ansie, disperazione, timori, in un alternarsi di effetti speciali, Alice (una intensa Agnese Di Clemente) incontra tanti personaggi straordinari e animali particolari. Oltre al Bianconiglio ci sono la cattivissima Regina di Cuori, il Cappellaio matto che balla il tip tap, la Duchessa che in una cucina da incubo culla un bimbo strillante che poi, trasformato in porcellino, sarà destinato a diventare salsiccia.
Poi ci sono lo Stregatto, o terribile Gatto del Cheshire, la cui figura magicamente si compone e scompone, e il lunghissimo Bruco interpretato da una fila di ballerine sulle punte.
E poi le carte da gioco che non sono altro che i personaggi dell’intera corte che assistono al processo del povero Fante davanti al Re e alla Regina che, implacabile, nonostante la sua innocenza vorrebbe ucciderlo.
A questo punto Alice dà una spinta ad un testimone che cade provocando una caduta a catena di tutte le carte.
Il mondo fantasioso si sfalda e la fanciulla torna al suo mondo reale con le sorelle.
La rappresentazione finisce in un mare di applausi.
Si spera ardentemente che questo capolavoro entrato per la prima volta nel repertorio del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala possa essere inserito definitivamente anche nelle prossime stagioni.
G.T.V.



