Spettacoli

La donna più ricca del mondo

Un vecchio proverbio dice che i soldi non danno la felicità ma certo l’aiutano… Forse non è sempre vero, soprattutto in certi ambienti e certe situazioni.

“La donna più ricca del mondo”, che si ispira a un famoso scandalo che venne alla ribalta in Francia nel secolo scorso coinvolgendo Madame Bettencourt, proprietaria dell’Oréal, ne è l’evidente conferma. Qui diventa Marianne Farrère (Isabelle Huppert, fredda ma fragile al tempo stesso), che dirige con energia e capacità la grande azienda che le è stata lasciata dal padre. Solo a poco a poco emerge l’origine di questo impero, tra luci ed ombre, con riferimenti più o meno velati al tragico periodo della guerra, ai grandi guadagni ottenuti anche grazie all’antisemitismo che rimane sempre sullo sfondo, in parte negato dalla figlia Frédérique (Marina Foïs) che anzi si vanta di aver sposato un ebreo pur mantenendo ottimi rapporti con la madre.

Se da una parte Marianne è una donna d’affari a tutto tondo, dall’altra è in fondo fragile e assetata d’amore e per questo facile preda di chi di questa sua fragilità voglio approfittare.

Un giorno durante un servizio fotografico per una rivista incontra un personaggio completamente all’opposto di lei, l’esuberante fotografo Pierre-Alain Fantin (Laurent Lafitte, istrionico), che subito si accorge della sua insoddisfazione e delle sue fragilità e la trascina in un vortice di nuove esperienze e sensazioni, nonostante l’opposizione della figlia e di quanti la circondano.

Marianne cede al fotografo, forse non fisicamente ma certo psicologicamente, spogliandosi della sua rigida corazza e regalandogli una quantità spropositata di denaro sotto ogni forma. Il fotografo è chiaramente in malafede, ha una relazione con un altro uomo ma continua a corteggiare Marianne in modo quantomeno spudorato. Solo il maggiordomo (Raphaël Personnaz) sembra rendersi conto della situazione, non tanto per le continue umiliazioni a cui lo sottopone il fotografo, quanto probabilmente per una sua integrità morale, ed è per questo che aiuta Frédérique ad aprire gli occhi nei confronti della situazione.

Allontanato il fotografo, però, Marianne sembra spegnersi e anche se nella realtà continuerà a vivere per alcuni altri anni, forse si lascerà solo sopravvivere e non vivere.

Il regista Thierry Klifa narra la vicenda in modo quasi documentaristico, separando i vari periodi con attimi di schermo nero o facendo parlare i personaggi in primo piano, dando così una sensazione di distacco che rende la vicenda ancora più universale.

Distribuito da Europictures, “La donna più ricca del mondo” sarà nelle sale italiane a partire dal 16 aprile.

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