Spettacoli

C’era una volta mia madre

Molti comici ebrei, da Moni Ovadia a Woody Allen, dipingono le madri ebree come possessive e ricattatorie e in fondo anche questo film dà loro ragione, con questo ritratto del rapporto tra Roland e sua madre Esther, che è anche molto di più.

Tratto dal romanzo autobiografico “Ma mère, Dieu et Sylvie Vartan” (che è anche il titolo francese del film), “C’era una volta mia madre” racconta l’incredibile vicenda di Roland Perez (interpretato da  adulto da Jonathan Cohen) e di sua madre Esther (Leïla Bekhti).

Nel 1963, Ester mette al mondo a Parigi il sesto dei suoi figli, Roland.

Purtroppo, il piccolo nasce con un piede torto e a detta di tutti i medici consultati sarà costretto a portare un tutore che lo renderà per tutta la vita handicappato.

Esther, però, non si rassegna e giura a sé stessa e a Roland che il piccolo andrà a scuola camminando sulle sue gambe. Per questo dapprima lo porta da tutti i medici possibili e immaginabili, poi si affida alla religione aspettando un miracolo e quando il miracolo non si avvera lei continua imperterrita, rischiando anche che i servizi sociali le portino via il bambino. Con forza, vivendo in un certo senso in un mondo tutto suo, porta avanti la sua battaglia, senza però che il resto della famiglia ne risenta, anzi: tutti sono trascinati dalle sue certezze, per quanto improbabili possano sembrare.

Un giorno però Esther ha notizia di un guaritore e, come ultima spiaggia, si reca da lui. Quando arriva da lui, scopre che l’uomo è morto, ma con la sua forza di persuasione riesce a convincere la moglie (che in fondo era il braccio destro del marito) a curare il piccolo.

Per un anno e mezzo Roland viene costretto a letto con un busto e uno speciale apparecchio che a poco a poco riuscirà raddrizzargli il piede, tanto che oggi praticamente nessuno si accorge delle difficoltà passate.

Il bambino, per tutto questo tempo costretto a letto davanti alla televisione, si “innamora” di Sylvie Vartan (che interpreta sé stessa anche nella pellicola), una cantante all’epoca molto famosa in tutto il mondo.

Grazie a lei o, meglio, a questo suo sconfinato amore, Roland imparerà a leggere e a farsi strada nella vita, diventando un avvocato. E, incredibilmente, diventerà proprio l’avvocato di Sylvie Vartan.

Con umorismo, emozione e con partecipazione viene ripercorsa tutta la vita personale e professionale di Roland Perez che deve certamente parte del suo successo all’incredibile tenacia e forza di volontà di sua madre Esther, che ricevette addirittura un premio dall’allora Presidente della Repubblica Francese.

Con la regia di Ken Scott e distribuito da Bim Distribuzione, “C’era una volta mia madre” sarà nelle sale di tutta Italia dal 4 dicembre.

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