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Le rubriche

I film e gli spettacoli

Taranta on the road
Un tema decisamente attuale, quello dei migranti che giungono irregolarmente sulle nostre coste tendenzialmente utilizzandole come punto di approdo per recarsi in altre nazioni.
Due i protagonisti principali: Amira, una giovane tunisina fuggita da una famiglia integralista che vorrebbe giungere in Francia per dare inizio ad una vita indipendente e Tarek, anche lui tunisino, che vorrebbe andare a Londra per iniziare una nuova vita. Due storie indipendenti, all’origine, che si incontrano quando, appena sbarcati in Puglia dopo la primavera araba del 2011, incontrano una improbabile banda di musicisti di pizzica salentina che trova nella musica un riscatto da problematiche familiari e personali non sempre facili, finendo, tra equivoci, musica, sorrisi e lacrime, per creare un rapporto di amicizia e di amore molto più intenso di quanto si potesse pensare all’inizio, e riuscendo in tal modo a superare le rispettive debolezze, mettendo a nudo i veri sentimenti e le vere anime di ognuno.
Con la regia di Salvatore Allocca, Nabiha Akkari nel ruolo di Amira, Helmi Dridi in quello di Tarek e Alessio Vassallo (Luca), Giandomenico Cupaiuolo (Giovanni), Emmanuele Aita (Matteo), Bianca Nappi (Teresa), distribuito da Draka Distribution, il film sarĂ  nella sale a partire dal 24 agosto.

Cattivissimo Me 3
Torna sugli schermi il poco credibile Cattivissimo Gru, questa volta affiancato non solo dalla dolce ma efficientissima Lucy e dalle tre piccole ma vivaci bimbe Margo, Edith e Agnes (sempre alla ricerca dell’Unicorno) ma addirittura da un fratello gemello, Dru!
Insieme dovranno sconfiggere il cattivo di turno, Balthazar Bratt, un ex bambino prodigio che, quasi come Peter Pan, rifiuta di crescere e di abbandonare i panni del malefico personaggio televisivo da lui interpretato negli anni ’80.
Ovviamente il successo sarà assicurato anche grazie all’arrivo provvidenziali dei Minions, che sulle onde della canzone “Freedom” arriveranno dal cielo a portare il loro aiuto.
Divertente, con numerose citazioni di altri film, che i più grandi sapranno certamente cogliere, nella versione italiana Cattivissimo Me 3 ha ancora le voci di Max Giusti nei panni di entrambi i gemelli, di Arisa in quelli di Lucy e di Paolo Ruffini in quelli di Balthazar. La colonna sonora è stata creata da Pharrell Williams, con cinque nuove brani originali accanto a brani più classici degli anni ’80.
Distribuito da Universal Pictures, il film sarĂ  nella sale a partire dal 24 agosto.

Félicité
Un film certamente non facile, ma affascinante, ambientato in un mondo lontano, pieno di contraddizioni ma dove i sentimenti sono vivi, presenti e fondamentali.
Félicité è il nome della protagonista, una cantante di Kingshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. E’ una donna indipendente, apparentemente dura, che si mantiene cantando musica tradizionale in un locale.
Un giorno il figlio viene gravemente ferito in un incidente: è necessario operarlo per salvargli la gamba. Nessuna assistenza pubblica, solo povertà e corruzione, e Félicité rinuncia in parte alla propria indipendenza per trovare i soldi necessari.
Accanto a lei un curioso personaggio, Tambo, un meccanico tuttofare innamorato di lei, ma apparentemente senza speranza.
A poco a poco, lo scudo dietro cui si riparano sia la donna, con la sua rigiditĂ , sia il figlio, che dopo aver perso la gamba si chiude in un disperato mutismo, si sgretola, davanti alla forza vitale di Tambo, che riesce con la sua forte umanitĂ  a raggiungere il cuore piĂą profondo dei due, dando origine forse ad una vita dove i sentimenti occupano uno spazio importante.
Scandito dai contrapposti momenti musicali dei Kasai Allstars, un collettivo di quattro o cinque gruppi diversi che realmente si esibisce a Kingshasa e dell’Orchestra Sinfonica della città, dai vitali paesaggi della foresta e dagli squallidi paesaggi urbani, Félicité tratta un tema universale, quello del riconoscimento della propria essenza umana.
Diretto da Alain Gomis con attori non professionisti ma di grande presenza scenica, distribuito da Kitchenfilm, il film aprirà il Romafrica film festival e uscirà nelle sale giovedì 31 agosto.   

Codice Criminale
Il rapporto tra padri e figli è spesso difficile. Quando, poi, il padre è un “padre-padrone” e il figlio è, a sua volta, padre, e vuole per suo figlio un futuro “pulito”, inserito nella società, tale rapporto è ancora più difficile. Però, sembra dire il finale di questo bel film, in questo secondo caso c’è una speranza.
Ispirato ad una vera famiglia di nomadi che, vivendo al di fuori dalla legge, aveva terrorizzato la zona inglese delle Cotswold (un distretto del Glouchestershire, nella zona centrale dell’Inghilterra), “Codice Criminale” è incentrato sul rapporto tra Colby (Brendan Gleeson) e il figlio Chad (Michael Fassbender). Colby, da vero capo clan, decide tutto, senza permettere che coloro che sono estranei al clan possano influenzarlo: per questo, a suo tempo, non ha mandato a scuola il figlio e per questo vorrebbe che il nipote Tyson non ci andasse.
Chad e la forte moglie Kelly (Lyndsey Marshal) invece vorrebbero sfuggire a questa “legge non detta” e procurare ai loro figli un’esistenza più normale, pur rendendosi conto delle gravi difficoltà che ciò comporta, sia nei rapporti all’interno del clan sia in quelli con la comunità “normale” che sembra respingerli.
Fughe in macchina, rapine, inseguimenti della polizia sono all’ordine del giorno, con spettacolari corse e assalti, da cui Chad riesce sempre ad uscire indenne, fino al giorno in cui decide di “passare il testimone” al figlio, sacrificando la propria libertà ma dandogli un grande esempio di amore e di coraggio.
Con la regia di Adam Smith “Codice criminale”, distribuito da Videa, sarà nelle sale a partire dal 28 giugno.

2:22 – Il destino è già scritto
Si può controllare il tempo, rivivendo alcuni momenti della propria vita? E la vita è davvero un ripetersi incessante sempre degli stessi eventi? Ma perché?
“2:22 - Il destino è già scritto” cerca di dare la “sua” risposta a queste domande, certamente non nuove: il tema è già stato trattato in innumerevoli film e romanzi.
Il regista Paul Currie, ispirandosi ad uno scritto di Todd Stein, ci racconta la vita abitudinaria di Dylan Branson, che tutti i giorni, seguendo quasi un rituale, si reca al lavoro come controllore di volo al JFK di New York. Forse troppo abitudinaria, tanto che quando, dopo un accecante lampo di luce che lo paralizza alcuni secondi rischiando di fare collidere due aerei e per cui viene sospeso dal lavoro, Dylan impiega parecchio tempo a rendersi conto che, ogni giorno, le cose intorno a lui si ripetono con impressionante regolaritĂ . Solo la sua storia d'amore con Sarah, una gallerista incontrata per caso (ma in questo film nulla avviene per caso!) sembra viaggiare per la propria strada.
Complesso l’intreccio, di cui non si deve perdere neppure un secondo (ma non sarà difficile, vedrete) per arrivare alla conclusione, al Terminal della Grand Central Station.
Una piccola ma interessante curiosità: il film è stato girato in Australia, dove il Terminal è stato interamente ricostruito. Le luci, le atmosfere, i particolari, però, sono assolutamente perfetti e ci fanno realmente immergere nella magica atmosfera newyorkese.
Il film, che vede come protagonisti Michiel Huisman (Dylan Branson), Teresa Palmer (Sarah Barton) e Sam Reid (l’ex fidanzato di Sarah, Jonas: non ve ne abbiamo parlato per lasciarvi con un po’ di curiosità in più…), distribuito da Notorious Pictures sarà nelle sale a partire dal 29 giugno.

Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore
Atmosfere cupe, buie, nebbiose quelle in cui si svolge il thriller diretto dal belga Robin Pront, “Le Ardenne – Oltre i confini dell’amore”.
Tra i monti della Vallonia, nel sud del Belgio, infatti, si svolge il dramma del silenzio, del non-detto: il silenzio con cui Kenneth affronta quattro anni di carcere senza rivelare i nomi dei complici, il fratello Dave e la fidanzata Sylvie. Il silenzio con cui i due, che nel frattempo si sono innamorati e aspettano un figlio, non rivelano all’irascibile Kenneth quanto è accaduto tra di loro. Il silenzio degli alberi delle Ardenne, dove si svolge l’ultimo atto della tragedia, cui partecipano il folle Stef, ex-compagno di cella di Kenneth, e un gigante dalle confuse tendenze sessuali…
Ma tutto questo non detto, questo silenzio, grida una serie di interrogativi, che lo spettatore si deve porre: quali sono i limiti della lealtà tra fratelli, dell’incapacità di dominare se stessi e la propria rabbia? E’ giusto superarli o l’uomo, in quanto tale, deve sapersi dominare?
Interpretato da Jeroen Perceval nelle vesti di Dave, Kevin Janssen in quelli di Kenneth e Veerle Baetens (Sylvie), distribuito da Satine Film, il film sarĂ  nelle sale a partire dal 29 giugno.

Una doppia veritĂ 
Un legal thriller che vi terrà attaccati allo schermo fino all’ultima, imprevedibile scena finale.
L’avvocato Richard Ramsey (interpretato da Keanu Reeves) deve difendere il figlio di amici di famiglia, il diciassettenne Mike Lassiter (Gabriel Basso) dall’accusa di aver ucciso il padre (un crudele e prevaricante Jim Belushi). Il problema, però, sta nel fatto che il ragazzo si rifiuta di avere contatti con lui o con chiunque altro, non parla e quindi non rivela la “sua” verità, come si sono svolti veramente i fatti. Anche durante le udienze, infatti, si limita a disegnare, apparentemente chiuso in un suo mondo. Difficile, quindi, giustificarlo davanti all’evidenza, essendo stato trovato dalla polizia vicino al cadavere.
Accanto a Richard due donne: la madre di Mike, Loretta (Renée Zellweger), che ovviamente vuole l’assoluzione del ragazzo ma la cui figura è sempre meno limpida con il trascorrere del tempo, e la giovane assistente Janelle (Gugu Mbatha-Raw). Estranea alla famiglia, Janelle rappresenta un po’ lo spettatore, che cerca di capire anche al di là delle apparenze e delle manipolazioni e alla fine si rivelerà indispensabile per la soluzione della vicenda, intuendo però solo il segreto che sta dietro a tutto… e che naturalmente non vi sveleremo!
Con la regia di Courtney Hunt e distribuito da Videa, il film sarĂ  nelle sale a partire dal 15 giugno.

Sieranevada
Al termine del film, vi chiederete cosa c’entra il titolo con la sua trama. Niente, non vi preoccupate, semplicemente “Sieranevada” (tutto attaccato e con una sola R) piaceva al regista, il rumeno Cristi Puiu, che voleva un titolo che potesse rimanere invariato in ognuna delle lingue in cui sarà distribuita la pellicola...
Ciò premesso, il film, che è stato presentato al Festival di Cannes nel 2016, racconta essenzialmente una giornata all’interno di una casa: la giornata è particolare, poiché è quella dei quaranta giorni dalla morte del capofamiglia, che secondo la tradizione rumena vede la riunione di amici e parenti attorno al tavolo da pranzo, con la benedizione del pope e una curiosa cerimonia che prevede che un membro della famiglia indossi un abito del defunto, anch’esso benedetto, per ricevere l’estremo saluto e così allontanarsi dal mondo dei vivi.
La giornata, ovviamente, vede un intrecciarsi di vicende, rapporti personali, discussioni, in cui emerge la personalità di ognuno, in rapporto con se stesso e con gli altri: irrompono la politica, con la vecchia nostalgica comunista, e l’attualità, con l’attentato di Charlie Hebdo, la cruda realtà della vita, con la sorella della vedova che non vuole più subire l’umiliante rapporto con il marito, e l’aggressività sociale, che si scatena anche per i motivi più futili.
Un interessante spaccato antropologico, scandito dai rituali, dall’apertura e dalla chiusura delle porte, dai rumori che giungono più o meno attutiti, in cui molti si possono riconoscere con le loro paure e le loro difficoltà di rapportarsi al mondo ed agli altri.
Distribuito da Parthenos, il film sarà nelle sale a partire dall’8 giugno.