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Le rubriche

I film e gli spettacoli

Sicilian Ghost Story
Con una lentezza spesso esasperata ed a volte esasperante, “Sicilian Ghost Story“ si ispira alla drammatica vicenda del giovane Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di mafia la cui fine, dopo ben 779 giorni di prigionia, nel 1996, è ancora troppo vicina perché ne sia stato dimenticato l’orrore.
Presentandolo alla Semaine de la Critique di Cannes 2017, i due registi, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, siciliani, raccontano di Giuseppe, un tredicenne appassionato di cavalli, e di Luna, coetanea e compagna di scuola innamorata di lui. Quando il ragazzo sparisce improvvisamente, solo Luna non si da pace e continua a cercarlo, tra l’indifferenza (che spesso nasconde solo la paura) di tutto il paese.
Sogno e realtà, scontri e momenti di tenerezza, ribellioni ed acquiescenza ci accompagnano fino alla fine, tra paesaggi bui e luci livide, lasciandoci però con un messaggio di amore e positività, nonostante tutto.
Distribuito da Bim Distribuzione, il film è nelle sale dal 18 maggio.

Maurizio Cattelan - Be Right Back
Siete tra coloro che si chiedono se Maurizio Cattelan è un artista, un provocatore o solo una persona furba?
Probabilmente continuerete a chiedervelo anche dopo aver visto “Maurizio Cattelan: be right back” che, con la regia di Maura Axelrod, sarà nelle sale italiane solo il 30 e 31 maggio, distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital e Feltrinelli Real Cinema (elenco delle sale su www.nexodigital.it), che fa parte della stagione della Grande Arte al Cinema ed ha come media partner Radio Deejay, Sky Arte HD e MYmovies.it.
Però ne saprete molto di più, e sarete in grado di farvene un’idea più precisa.
Il docu-film racconta la carriera (e in qualche modo la vita privata e la personalità) dell’artista, nato a Padova nel 1960, intervistando curatori, collezionisti, luminari del mondo dell’arte, ma anche familiari, fidanzate ed ex-fidanzate, dall’inizio della carriera, con un periodo in cui si è specializzato in opere basate sulla tassidermia, fino alla grande retrospettiva che nel 2011 gli ha dedicato il Guggenheim Museum di New York, con un allestimento davvero spettacolare.
E non mancheranno, comunque, le sorprese, compresa la presenza dell’amico Massimiliano Gioni, critico d’arte e direttore associato del New Museum of Contemporary Art di New York, che rilascia una serie di interviste al suo posto, diventando in qualche modo la sua controfigura e divenendo a sua volta una performance.

The Dinner
Fino a che punto è giusto proteggere i propri figli ad ogni costo, qualunque cosa abbiano fatto? E fino a che punto tale protezione deriva dall’amore e non dalle velleità di carriera, di salvaguardare la propria posizione sociale, di non ammettere i propri errori di genitori?
Sono solo un paio tra le tante domande che pone “The Dinner”, il bel film di Oren Moverman tratto dal romanzo “La cena” di Herman Koch, grande successo internazionale pubblicato nel 2009.
Intorno al tavolo di un elegantissimo ristorante si ritrovano due coppie: Stan Lohman (Richard Gere), membro del Congresso che mira alla carica di Governatore e la seconda moglie Kathy (Rebecca Hall) da una parte, il fratello di lui Paul (Steve Coogan) e la moglie Claire (Laura Linney) dall’altra.
Una piacevole cena di famiglia? Non proprio…
I cambi di colori dominanti nelle varie scene (colori caldi nel ristorante e all’inizio della tragedia, freddi e instabili durante i flash back con i ragazzi, verdognoli e sovraesposti nei ricordi del passato e dei due fratelli) insieme alla successione delle complesse e raffinate portate scandiscono anche la successione dei ricordi, dei dialoghi, con l’emersione a poco a poco non solo del difficile rapporto tra fratelli (che del resto è subito chiaro fin dalle prime battute) ma soprattutto del vero motivo per cui si ritrovano: i rispettivi figli più o meno sedicenni, infatti, hanno commesso insieme un atto terribile. Tutti ne sono a conoscenza, anche se tendono a nascondersi la gravità del fatto, cercando in qualche modo di nascondere la testa sotto la polvere, come se, in questo modo, nulla fosse successo.
Solo Stan, teoricamente il più cinico, colui che più ha da perdere dalla rivelazione del fatto, ha il coraggio di porre sul tavolo la questione, di affrontare i congiunti alla ricerca della verità. Ma…
Distribuito da Videa, il film sarà nelle sale italiane a partire dal 18 maggio.

This Beautiful Fantastic
Delicato come una favola, con la stessa leggerezza che però nasconde un grande insegnamento di vita: è “The Beatiful Fantastic”, che diretto da Simon Aboud vede come protagonista una trasognata Jessica Brown-Findlay nel ruolo di Bella Brown e un burbero ma, come nella migliore tradizione, benefico Tom Wilkinson che impersona il vicino Alfie Stephenson.
Costretta ad occuparsi del giardino di casa, a poco a poco Bella scopre la gioia di vedere crescere la vita e questa scoperta la porta, gradualmente, ad aprirsi alla vita stessa, alla sua imprevedibilità, e ovviamente all’amore: amore per la natura, amore per gli altri… E alla realizzazione di se stessa, come donna e come scrittrice, riuscendo a mettere sotto forma di favola tutto ciò che è riuscita a capire di se stessa e del mondo.
Sullo sfondo, ma sempre più presente e in primo piano con i suoi colori e la sua vitalità, il giardino e i fiori di mille colori e di mille forme, ricordi di un’intera vita…
Accanto a loro un divertente ma fondamentale Andrew Scott (Vernon), provetto cuoco e un po’ meno provetto aiutante in casa, e il timido e impacciato ma fantasioso e creativo Jeremy Irvine (Billy Trantor).
Distribuito da Ambi Media Italia, il film sarà nelle sale a partire dall’11 maggio.

Quello che so di lei
Un film delicato, di quelli che scaldano il cuore.
Il titolo originario francese è molto bello, “Sage femme”, “l’ostetrica”, una espressione, però, che racchiude molto di più: non solo, infatti, la bellezza di una professione che la protagonista, Claire (interpretata da una bravissima Catherine Frot) esercita con rigore ma, soprattutto, con passione e dedizione, ma anche quasi una nota caratteriale, uno spirito di saggezza, di capacità di vivere la vita che non è dato a tutti.
Accanto a lei, a farle da contrappunto, una matura e vivace Catherine Deneuve, Béatrice, non più algida e distaccata come la ricordiamo da giovane ma godereccia, brillante, desiderosa di vivere la vita fino in fondo.
Il rapporto tra le due donne sembrerebbe destinato ad una conflittualità profonda, invece a poco a poco, dopo anni di lontananza, si riavvicinano, trasmettendosi vicendevolmente i valori di una vita.
Béatrice, che anni prima aveva abbandonato improvvisamente il padre di Claire (che per questo si era suicidato), ha un cancro non curabile, e Claire a poco a poco supera il rancore che nutre verso la donna, arrivando a costruire un vero rapporto di profondo affetto, quasi di madre e figlia.
Non solo, ma nel corso di questo processo Claire si apre anche alla vita, accettando e anzi ricercando l’amore di Paul (un dolce e scanzonato Olivier Gourmet) e scoprendo che la vita può essere bella e libera.
Con la regia di Martin Provost, distribuito da Curiosa Film, “Quello che so di lei” sarà nelle sale a partire dall’11 maggio.

Il sorpasso
Chi non ricorda “Il sorpasso”, il film di Dino Risi del 1962 interpretato da Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant? Al teatro Manzoni di Milano (Via Manzoni 42 – 20121 Milano - Tel. 02.763.69.01) sarà in scena fino al 21 maggio l’adattamento teatrale di Micaela Miano.
Al centro, come nel film, il confronto tra l’esuberante Bruno (qui Giuseppe Zeno) e il giovane e timido studente Roberto (interpretato da Luca Di Giovanni).
Tra piccole confessione sfuggite come per caso e quasi sottomissione alla strapotenza del meno giovane, si assiste ad una doppia evoluzione: Roberto si libera dalla sua timidezza e trova il coraggio di affrontare la vita, Bruno svela la propria solitudine e riscopre la parte più umana di sè stesso. Il tutto, durante un viaggio sulle strade della campagna romana e toscana, fino al tragico epilogo.
Meno statico di quanto si potrebbe pensare, grazie anche ai rapidi cambi di scena, ai filmati che si ripetono a loop sullo schermo, non un attimo di noia, ma intensa partecipazione alla vicenda.
Con la regia di Guglielmo Ferro e la partecipazione, tra gli altri, di Cristiana Vaccaro.

Qualcosa di troppo
Una riproposizione un po’ diversa del classico tema cinematografico dello scambio di sessi.
In questo gradevole “Qualcosa di troppo”, infatti, la protagonista Jeanne, interpretata da Audrey Dana che ne è anche regista, al mattino non si risveglia “uomo”, ma semplicemente con quel qualcosa in più che, a colpo d’occhio, distingue un uomo da una donna…
Sconcerto, paura, vergogna la accompagnano alla scoperta di questo suo nuovo stato, in questa favola moderna insieme all’amica Marcelle (Alice Belaidi) e al ginecologo dottor Pace (un quasi imperturbabile Christian Clavier), ma a poco a poco questa trasformazione “fisica” la porta ad una trasformazione “mentale”, ed eccola diventare sempre più forte, indipendente, sicura, nel lavoro e soprattutto nella vita. La vicinanza di un collega, Merlin (Eric Elmosino) la porterà a poco a poca vedere il mondo da una prospettiva diversa, fino all’inevitabile conclusione, come in tutte le favole… ma con una piccola sorpresa finale!
Mai volgare, ma spesso davvero divertente, “Qualcosa di troppo” ci porta, comunque, a chiederci quanto spesso siano le infrastrutture mentali a determinare il nostro atteggiamento nei confronti della vita, di noi stessi e del nostro prossimo.
Distribuito da Adler Entertainment, il film sarà nelle sale a partire dall’11 maggio.

Codice Unlocked
Anche se non amate i thriller, “Codice Unlocked” vi terrà fermi sulla vostra poltrona sino alla fine…
Cominciamo a dire che la protagonista è una donna, Alice (una credibilissima Noomi Rapace), agente della CIA esperta nella conduzione di interrogatori: niente violenze fisiche, niente botte, niente sangue, solo intelligenza e grande esperienza in lei. Dopo aver ottenuto da un prigioniero membro di una cellula terroristica importanti informazioni su un presumibile attacco terroristico a Londra, si accorge però che la persona cui ha riferito quanto emerso non è affatto chi lei crede. Non vogliamo svelarvi nulla, però, sul seguito della complessa trama di questo film, con tutti i suoi colpi di scena che si susseguono sino all’ultima inquadratura.
Grazie alla collaborazione dell’FBI, di un consulente della CIA e di un ex Navy Seal (Forze speciali della Marina deli Stati Uniti  specializzate in antiterrorismo addestrate ad operare su SEa, mare - Air, aria - Land, terra) la sceneggiatura è credibile e, purtroppo, estremamente attuale.
Con la regia di Michael Apted e distribuito da Notorious Pictures, il film sarà nelle sale italiane a partire dal 4 maggio.

The space between
Non sempre è facile trovare la propria strada nella vita, a volte ci vuole anche un pizzico di coraggio e di voglia di mettersi in gioco, uscendo da quello che sembra un destino prestabilito.
E’ quello che ci racconta “The space between”, lo spazio che separa cose e persone, sogni e realtà, vita e morte.
La vicenda è abbastanza semplice: Marco (Flavio Parenti) è un ennesimo ex-chef, che, tornato a Udine, lavora in fabbrica. Legatissimo all’amico Claudio (Lino Guanciale), titolare di una libreria “alternativa”, che organizza anche cene per pochi appassionati. Dopo una di queste cene e un tragico incidente, Marco conosce per caso Olivia (Maeve Dermody), una ragazza australiana (la regista Ruth Borgobello è italo-australiana) piena di vita e di entusiasmo. Dal loro incontro i due traggono una nuova forza, quella di affrontare nuove sfide.
Non è un film “romantico”, quindi non aspettatevi un lieto fine tipo vissero felici e contenti, ma certamente troverete una visione positiva della vita, una voglia finalmente di vivere per entrambi, uscendo, appunto, da quello spazio neutro e deprimente in cui erano vissuti. In fondo, sotto sotto, una lezione di vita per tutti…
Distribuito da Istituto Luce Cinecittà, il film sarà nelle sale a partire dal 4 maggio.

The Circle
Ma siamo davvero sicuri che l’essere connessi sempre e comunque possa migliorare la nostra qualità di vita?
Mae (interpretata da Emma Watson) sembra convinta di sì, quando viene assunta per lavorare a The Circle, la società fondata da Eamon Bailey (Tom Hanks).
Vista dall’alto, la sede della società è davvero inquietante: nonostante racchiuda tra le sue mura ogni genere di comfort, dai campi da gioco alle camere in cui vivono gli addetti ai lavoro, infatti, ricorda molto una grande prigione, anche se di lusso…
Tratta dal romanzo “Il cerchio” di Dave Eggers, la vicenda ruota intorno ad un concetto di base: è necessario rinunciare alla propria privacy per vivere in un regime di trasparenza assoluta. Quindi, droni, telecamere, un’unica password per collegare qualunque cosa, compreso perfino, nei sogni dei protagonisti, il diritto di voto…
In teoria, tutto molto comodo, ma qual è il prezzo della comodità? E il mondo è pronto a tutto questo? O ritiene di avere il diritto, proprio per questa invadenza nel privato, di entrare dovunque, di arrogarsi il diritto di giudicare tutto e tutti? I vantaggi che ne derivano (per Mae l’avanzamento in carriera, le cure al padre malato…) sono davvero così importanti, o sono più grandi i danni che ne possono derivare, soprattutto a chi non vuole “entrare nel gioco”?
Diretto da James Ponsoldt, distribuito da Adler Entertainment e Good Films “The Circle” sarà nelle sale a partire dal 27 aprile.

PIIGS
Partendo dall’acronimo PIIGS (Portogallo-Irlanda-Italia-Grecia-Spagna) con cui, in modo tendenzialmente dispregiativo (in inglese non dimentichiamo che Pigs significa Maiali) la stampa nordeuropea definì i cinque paesi europei più a rischio economico nell’area Euro, i tre autori, Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre, costruiscono un documentario in chiave antieuro ed antieuropeista: accanto alle interviste a intellettuali come Noam Chomsky o a scrittori come Erri De Luca, infatti, viene raccontata la storia di una Cooperativa Sociale che rischia la chiusura per mancanza di finanziamenti. Probabilmente il grosso limite del film consiste nel non dare alcuno spazio a tesi diverse da quelle degli autori, con affermazioni che alcune volte possono lasciare francamente perplessi (come quella di un “economista” secondo cui gli Stati Uniti sono usciti dalla crisi semplicemente stampando soldi, come se la carta moneta potesse essere stampata all’infinito senza preoccuparsi del suo legame con un “valore” legato alla produttività e così via…) o affermando che le regole sui trattati europei sono dovuti ad un banale errore di calcolo (ma senza poi preoccuparsi di spiegare quale…).
Forse chi ha la memoria un poco più lunga ricorderà la bolla immobiliare statunitense che fu all’origine dell’attuale crisi economica mondiale, gli altri potranno accettare o respingere le teorie degli autori, ma si spera con un pizzico di spirito critico in più.
Il film, distribuito da Fil Rouge Media, con la voce narrante di Claudio Santamaria, sarà nelle sale a partire dal 27 aprile.

Royal Opera House
Situata nel cuore di Covent Garden, la Royal Opera House è uno dei luoghi più importanti della cultura inglese ed è universalmente riconosciuta come uno tra i palcoscenici più prestigiosi al mondo.
Per chi non avrà la fortuna di potersi gustare dal vivo gli spettacoli della nuova stagione del teatro londinese, Nexo Digital propone quest’anno in diretta via satellite nei cinema italiani 12 spettacoli del cartellone teatrale della Royal Opera House: 6 balletti e 6 opere che spaziano dal repertorio classico a quello contemporaneo e che verranno trasmesse in contemporanea in 1500 cinema in tutto il mondo.
La stagione si aprirà il 26 settembre con la “Norma” di Bellini per proseguire con “Così fan tutte” di Mozart (17 ottobre), il balletto “Anastasia” (2 novembre), “Les contes d’Hoffman” di Offenbach (15 novembre), lo “Schiaccianoci” di Tchaikovsky, (8 dicembre), il “Trovatore” di Verdi (31 gennaio), il balletto “Woolf Works” ispirato ai lavori di Wirginia Wolf (8 febbraio), “La Bella Addormentata” (28 febbraio), “Madama Butterly” di Puccini (30 marzo), il balletto “Jewels” con la coreografia di George Balanchine (11 aprile), il balletto “The Dream” (7 giugno), e concludersi con l’”Otello”  di Verdi (28 giugno).
La stagione della Royal Opera House è distribuita nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con Gruppo24Ore, MYmovies.it, Classica HD, Sky Arte HD, Amadeus, Danza&Danza e Danzadove, Sipario, il Corriere Musicale, British Council.