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Le rubriche

Le mostre

Bonelli story. 80 anni a fumetti
Milano - Fabbrica del Vapore - Spazio Messina
Fino al 30 gennaio 2022

Il 18 gennaio 1941 nasceva la Casa editrice che oggi tutti conoscono come Sergio Bonelli Editore.
La mostra alla Fabbrica del Vapore si propone come la più ricca e rilevante iniziativa espositiva mai dedicata alla Casa editrice e come principale iniziativa per le celebrazioni degli ottant'anni di Bonelli e del suo ruolo fondamentale nella diffusione della cultura fumettistica nel nostro Paese. Un’occasione speciale per confrontarsi con alcuni dei personaggi più noti e delle saghe più amate attraverso i tanti generi che le pubblicazioni Bonelli hanno attraversato nel corso degli anni: il west, l’avventura, la fantascienza, l’horror e il mistero, il giallo, il fantasy. Una carrellata che vedrà ancora una volta in prima fila Tex (che nel 2018 ha conquistato i visitatori con la mostra Tex. 70 anni di un mito), Dylan Dog, icona pop in edicola da 35 anni, Martin Mystère, Mister No, Julia, Dampyr, Nathan Never (di cui ricorre il trentennale), Zagor (che festeggia 60 anni), ma anche gli eroi che animavano le edicole degli anni Quaranta e Cinquanta, senza dimenticare i successi più recenti, come Dragonero, e le prospettive future.
L’allestimento alla Fabbrica del Vapore è pensato per coinvolgere lo spettatore con apparati multimediali, filmati e materiali prodotti appositamente per l’occasione. A corredo dell’evento espositivo verrà realizzato un importante catalogo che raccoglierà contributi critici inediti e tantissime immagini anche molto rare.
La mostra prevede un ampio numero di tavole e copertine originali, selezionate attingendo a diversi patrimoni e collezioni: l’archivio della Casa editrice, le collezioni di singoli artisti e le raccolte di numerosi collezionisti privati, unite in una collettiva che permette di ammirare le opere di oltre 200 disegnatori. Le tavole, suddivise in grandi sezioni tematiche, ripercorrono cronologicamente dai primordi fino a oggi la storia di Bonelli: disegni attraverso cui prendono vita tutti i grandi personaggi, realizzati da tante firme prestigiose che compongono la grande famiglia di autori che da ottant’anni caratterizza la storia della Casa editrice. Importante, inoltre, la presenza in mostra degli albi e delle pubblicazioni, italiane e straniere, recuperate grazie a un intenso lavoro di ricerca tra storici e collezionisti, e di numerose rarità che faranno la gioia di ogni appassionato. 
Per informazioni: info@comicon.it, Tel. 081 4238127

Monet. Dal Musée Marmottan Monet, Parigi
Milano, Palazzo Reale
Fino al 30 gennaio 2022

È in corso a Milano a Palazzo Reale, proveniente dal Museo Marmottan di Parigi, l’attesa esposizione dedicata a Claude Monet, il più importante rappresentante dell’Impressionismo.
All’inizio del percorso, prima di accedere alle sale che propongono 53 opere dell’artista, il visitatore viene letteralmente coinvolto e circondato dal mondo acquatico delle ninfee in un gioco affascinante di specchi, luci e colori.
Le Ninfee, dipinti monumentali ove lo spettatore è completamente immerso in un paesaggio senza confini, sono tra le opere universalmente conosciute dell’artista, ma nella mostra si può cogliere l’intera parabola artistica del Maestro.
La mostra, curata da Marianne Mathieu, è suddivisa in 7 sezioni che  illustrano il percorso artistico di Monet sul tema della riflessione della luce e delle sue infinite variazioni.
Monet, maestro della pittura en plein air, ha dedicato la sua vita a cercare di cogliere le variazioni luminose sui luoghi che osservava e come venivano trasfigurati dalla luce stessa. Ne sono esempio i magnifici tramonti sulla costa normanna in un ambiente ancora selvaggio. Come è impalpabile la nebbia che ricopre le architetture di Londra, e che avvolge il ponte di Charing Cross e il Parlamento.
Ma è nel suo giardino d’acqua a Giverny che Monet concentra la sua ricerca sui riflessi della luce sull’acqua e sulla vegetazione che cresce intorno allo stagno e sulle ninfee che lo abitano. Lo studio iniziato nel periodo 1904- 1907 viene poi ripreso nel 1914 fino al 1926, anno della sua morte.
Quando nel 1908 Monet si ammala di cataratta, cambia la sua percezione dei colori e dominano le tonalità di marrone, rosso e giallo, come si vede nei cicli del Viale delle rose, del Ponte giapponese e del Salice piangente. In quei dipinti la forma sembra dissolversi in favore del movimento e del colore. A tali opere guarderanno particolarmente i pittori astratti della seconda metà del Novecento.
La mostra si chiude con un’altra testimonianza floreale, Le rose, dipinte nel 1926, che delicatamente emergono dallo sfondo di un cielo azzurro e che richiamano con la loro fragile delicatezza le stampe giapponesi tanto care all’artista.
Catalogo Skira
Per info e prenotazioni: www.monetmilano.it – tel. 02.8929921
(G.T.V.)